Pinerolo e Valli valdesi

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Il territorio risulta abitato fin dalla preistoria, anche se il toponimo Pinerolo appare solo intorno all’anno mille, elencato tra i territori posseduti dal Vescovo di Torino.

La città, che fino ad allora era ancora un semplice agglomerato di quattro differenti borghi, conosce un forte sviluppo urbanistico in epoca tardomedievale. A questo periodo risalgono infatti i maggiori monumenti e caratteristici edifici che ancora oggi si possono ammirare in città.

Un secondo momento di forte affluenza Pinerolo lo attraverserà nel 1849, quando, diventando la sede della Scuola Militare di Equitazione, vedrà l’arrivo di cavalieri e ufficiali da tutto il mondo. Da questo momento il binomio Pinerolo-Cavalleria rimarrà indelebile nei secoli fino ad arrivare ai giorni nostri.

Ad ovest di Pinerolo, in un’area di confine nella zona occidentale della regione, si apre una zona oggi conosciuta come le Valli Valdesi, che comprendono le Valli Pellice, Germanasca e bassa Val Chisone.

Quest’area è caratterizzata da un passato di dissidenza sociale e religiosa dovuta alla presenza di una minoranza cristiana non cattolica, i Valdesi appunto, che, perseguitati in Francia e nell’Italia del Nord, trovarono rifugio in queste valli fin dall’epoca medievale. A partire dal XVII secolo questo territorio fu scenario di campagne e durissime repressioni contro i Valdesi, che ottennero pieni diritti civili e politici solo a metà del 1800.

Questo importante intreccio di geografia e storia ha conferito alle Valli Valdesi la forte identità di cui godono oggi che si riflette in un contesto presente di plurilinguismo e di apertura in campo ecumenico a livello internazionale.

Due parchi naturali e un’oasi faunistica proteggono questo regno del Monviso, un territorio ricco di bellezze naturali, ma anche di testimonianze storiche affascinanti.